Il Duomo di Monreale, storia, architettura e arte

Duomo di Monreale: Una leggenda dietro la storia

Come spesso accade dietro la costruzione di un grande monumento artistico c’è una leggenda che ne spiega la nascita. Così accade per il Duomo di Monreale, splendido esempio di arte arabo normanna siciliana.

La leggenda

Secondo questa leggenda, nel 1171 il re Normanno Guglielmo II, ricordato come “il buono”, era molto devoto alla Madonna. Si trovava, insieme a corte e nobili sulle colline che circondano Palermo, intento in una battuta di caccia. Sopraffatto da un’ improvvisa stanchezza e si addormentò sotto un carrubbo.

In sogno gli appare la Madonna che gli rivelò che proprio sotto quell’albero si nascondeva un tesoro inestimabile. Al suo risveglio Guglielmo ordinò di abbattere l’albero e scavarvi sotto. Trovato l’oro decide di fare costruire una chiesa in onore della Madonna.

L’architettura

Il Duomo è parte di un edificio molto complesso che include un Monastero e un Palazzo reale. La fabbrica di Monreale era  in ideale competizione con un altro importante edificio ecclesiastico la cattedrale di Palermo, costruita nello stesso periodo (fine XII secolo) dal vescovo Gualtiero Offamilio. Tra Offamilio e il re vie erano stati alcuni screzi, ecco quindi che la costruzione dei due edifici diventano l’occasione per mostrare la propria superiorità sull’altro.

L’architettura del Duomo di Monreale vista dall’esterno è simile a quella di molte altre chiese normanne del periodo: due torrioni si innalzano ai lati della facciata; al centro un portico settecentesco, a tre arcate su colonne di stile dorico (la costruzione di questo portico è stata ispirata al simile portico quattrocentesco del Duomo di Cefalù); dotto questo portico un suggestivo portale centinato a ogiva; i battenti del portale sono firmati da Bonanno Pisano (realizzati nel 1186), con 42 formelle che rappresentano scene bibliche.

Un viaggio nell’interno

L’interno è vastissimo: si tratta di 102 x 40 m, a tre navate diviso da colonne antiche, riutilizzate con l’aggiunta di un pulvino e capitelli antichi decorati.

I pregiatissimi mosaici raffigurano scene dell’Antico e Nuovo Testamento, e che rivestono tutte le pareti della chiesa per un totale di oltre 6 mila mq circa. Il pavimento è musivo con dischi di porfido e granito.

I mosaici narrano storie dell’Antico e Nuovo Testamento, con leggende in latino e greco. Nell’abside mediana, spicca la figura del Cristo benedicente,  figura tipica dell’arte bizantina, e adottata volentieri dall’arte arabo-normanna.  Sotto la Madonna Panacrontas (ossia “tutta santa”), assistita da angeli e santi.
Di particolare rilievo il mosaico che rappresenta Guglielmo II che riceve la corona da cristo e Guglielmo II che offre la cattedrale alla vergine. Il tetto, ligneo, è stato rifatto dopo un incendio del XIX seconlo, seguendo lo stile originale.

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Interno del Duomo di Monreale: il Cristo Pantocratore nel catino absidale