I monti rossi e l’eruzione del 1669

I monti rossi  e l’eruzione del 1669

I Monti Rossi è una bocca eruttiva sita a 943 metri di altitudine, nel versante sud dell’Etna , poco sopra l’abitato di Nicolosi.
Si sono originati durante l’eruzione del 1669, che è considerata come una delle più imponenti di cui si abbia memoria storica.

Storia dell’eruzione del 1669

L’11 marzo 1669, preceduta da violenti scosse, si aprì un cratere  adiacente al villaggio di Nicolosi che manifestò subito la sua grande potenza: i piroclasti emessi (anche di grossi dimensioni) generarono gli attuali i monti rossi, che vennero chiamati all’epoca “i monti da ruina”. I piroclasti vulcanici più sottili invece vennero trasportati dal vento nei vicini abitati, sui quali caddero copiosi. Si è calcolato che al termine  dell’ eruzione nelle zone limitrofe ne caddero oltre 4 metri in altezza.  Secondo le cronache coeve, le alte fontane di lava, di notte illuminavano di rosso le pendici del vulcano.
Le dimensioni e la portata della colata lavica erano altrettanto impressionanti: 15 km di estensione e 25 metri di spessore medio. Data la composizione fluida del magma, esso riuscì ad espandersi a macchia d’olio, raggiungendo in  soli 123 giorni il mare. Una volta raggiunto, proseguì il suo cammino nell’acqua per un oltre chilometro e mezzo.
La colata era divisa in tre imponenti bracci e distrusse parte degli abitati di Mascalucia, San Pietro Clarenza, Camporotondo e Misterbianco. Giunta a Catania, circondò la città da ovest poggiandosi a ridosso delle mura cinquecentesche, colmandone l’altezza. Una volta lambìto il monastero dei benedettini avvolse il Castello Ursino all’epoca prospicente sul golfo di Catania, colmandone interamente il fossato. Il lago di Nicito, situato alle porte di Catania, fu in pochi giorni colmato, mentre il fiume Amenano, che scorreva nella città di Catania diviso in 32 canali, fu ricoperto e da allora scorre sotterraneo sotto la città.

I monti rossi oggi

Al termine dell’eruzione i lapilli di lava che costituiscono i Monti rossi cominciarono ad ossidare, assumento il coloro rosso da cui il nome. Negli anni trenta, per evitare lo smottamento continuo della sabbia vulcanica presente, fu deciso di rimboschirli con alebri di pini (Pinus pinea).

Oggi i Monti Rossi sono un parco suburbano che ospita un’ area attrezzata, un parco avventura e un centro sportivo. Il parco è abitualmente frequentato da runner, biker ed escursionisti che percorrono  quotidianamente i tanti percorsi presenti. Turisti e scolaresche vi giungono per godere delle numerose attrattive naturalistiche e vulcanologiche che offre il Parco, e dello spettacolare panorama sull’Etna e sul golfo di Catania che si gode dalla cima dei monti.

Accanto ai Monti Rossi  è presente il nuovo monastero dei benedettini, e vicino all’ingresso del monastero vi è la grotta delle palombe, generatesi durante l’episodio eruttivo del 1669.

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