La Grotta delle Palombe di Nicolosi

L’Etna ha migliaia di grotte all’interno del suo edificio vulcanico. Tante sono scoperte per caso. Molte sono create dalle nuove eruzioni. Una di queste è diventata famosa per essere vicina all’abitato di Nicolosi e ai frequentatissimi Monti Rossi: la grotta delle palombe.

La Grotta delle Palombe di Nicolosi

La Grotta delle Palombe è una cavità di origine vulcanica che si generò durante l’eruzione del 1669 dal magma che rifluiva all’interno della frattura di un cono secondario rispetto al principale dei Monti Rossi. La grotta è strutturata in due sezioni: la prima generatesi per effetto della degassazione e la seconda a causa di una fessurazione vulcanica.

La grotta ha numerosi tratti percorribili a piedi, ma in molti punti sono presente numerosi  salti verticali. Questi separano l’accesso della grotta dal suo fondo. Per questa ragione è consigliabile la fruizione solo a speleologi esperti.

Una grotta non da sempre nota

Fu scoperta nel 1823 dal vulcanologo nicolosita Mario Gemmellaro (celebre geologo e noto nicolosita nato nel 1773 e morto nel 1839) che la esplorò in compagnia dell’inglese John Marshall, ponendovi in fondo una lapide con la scritta “Marius Gemmellarus primus ima haec in tartara venit”.

Fu studiata anche da Wolfang Von Sartorius (geologo, 1809-1876) durante il suo soggiorno in Sicilia (1838-1843) riportando le sue ricerche sul celebre opera Der Etna.

La curiosità

In tempi passati i giovani nicolositi, misuravano la propria bravura e coraggio avventurandosi nella grotta con corde di fortuna, correndo peraltro molti rischi di cadervi.

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